Drive Vision

Gli occhi “guidano” il corpo: quando i 10/10 non bastano

Acuità visiva statica, senso cromatico e stabilità della visione binoculare sono i requisiti visivi oggi richiesti dalle normative in materia di idoneità al conseguimento dei diversi certificati di abilità alla guida.

Ma chiunque si sia mai trovato ad attraversare il traffico cittadino, si è reso sicuramente conto che vedere chiaramente le lettere su un tabellone statico, situato ad una distanza di 6 metri, in una stanza ben illuminata, non è più considerabile requisito sufficiente a non pregiudicare la sicurezza della guida. Se si confonde una linea che conduce ad un angolo, ad esempio, o non ci si accorge del cambio di corsia di un’altra auto, il risultato è inevitabile.

Avere 10/10 infatti significa solo che si è in grado di usare meno dell’uno percento delle proprie capacità visive.

Al di là di quello che sono le funzioni dell’occhio comunemente conosciute, esistono quindi una moltitudine di capacità visive, motorie e funzionali, che impongono la loro centralità tra i principi di una “buona visione” nella guida.

Ancorché conosciute da qualche tempo però, solo di recente specialisti della visione ne hanno scientificamente dimostrato l’importanza applicativa nella dinamica della guida, progettando una serie di test atti a misurare le capacità dell’occhio e soprattutto a determinare quanto una persona sfrutti le informazioni visive alle quali ha accesso.

 

Che cosa è “Drive Vision”

Il protocollo Drive Vision è un approccio funzionale multi-disciplinare finalizzato a valutare e rieducare l’efficienza e la qualità di specifiche funzioni visive che, nell’ambito della risposta oculo-motoria, risultano essenziali nella dinamica della guida.

Più in generale Drive Vision è un protocollo di selezione della disciplina “Sports Vision”, nata negli Stati Uniti circa 30 anni fa da una moltitudine di ricerche che sono state condotte in vari campi scientifici: optometria, psicologia, oftalmologia, biomeccanica, fisiologia, neurologia, ecc., finalizzata a condurre l’intero sistema visivo, attraverso un programma di valutazione e rieducazione, a funzionare all’apice del rendimento in relazione all’attività sportiva praticata.

Di fatto Sport Vision è basato sull’assioma che la percezione visiva caratterizza la maggior parte delle nostre attività quotidiane e grazie al feedback visivo che riceviamo dall’ambiente sappiamo come muoverci ed agire in modo efficiente e finalizzato.

 

Perché Drive Vision

La guida, così come la maggior parte delle attività che svolgiamo quotidianamente, e’ essenzialmente un’attività visuo-motoria.

Durante la guida infatti, il conducente deve compiere velocemente e in modo coordinato varie e complesse azioni. Ogni azione e’ caratterizzata da una percezione seguita da un’azione a sua volta riadeguata in base alle modificazioni registrate dai propri sistemi sensoriali, che contribuiscono a rendere il gesto finale adeguato alle situazioni spaziali e temporali.

Oltre due terzi delle informazioni sensoriali che giungono ogni secondo al cervello sono inerenti la funzione visiva.

Pertanto durante la guida, come in ogni attività visuo/motoria, la risposta ad uno stimolo visivo determina un’azione, che nel caso di inefficienza, può causare una risposta sbagliata e di conseguenza creare un pericolo.

Dunque perfezionare le proprie abilità visive raffina e velocizza l’elaborazione dei dati in entrata, migliorando le prestazioni alla guida.

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