Il bollo auto

Il c.d. bollo auto altro non è che una tassa locale sulla proprietà dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, gestita direttamente dalle Regioni e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento. Fanno eccezione le Regioni Friuli Venezia Giulia, Sardegna e, fino all’anno 2015, Sicilia, per le quali la tassa è, invece, gestita dall’Agenzia delle Entrate.

E’ necessario, sin da subito, sottolineare che il tributo regionale va quindi pagato dal proprietario del veicolo a prescindere dall’utilizzo o meno dello stesso, valendo, ai fini dell’imposta, il possesso del mezzo indipendentemente dal suo utilizzo.

Il versamento del bollo auto ha cadenza annuale e deve essere effettuato entro il mese successivo a quello di scadenza. La scadenza è invece determinata dalla ricorrenza annuale della data di prima immatricolazione del veicolo cui si riferisce il versamento.

L’importo da pagare varia, da veicolo a veicolo, in funzione della potenza dello stesso e dalla sua classe ambientale.

Calcolarne l’importo può essere impresa non facile per noi contribuenti, se non accedendo agli strumenti di calcolo messi a disposizione gratuitamente dalle diverse Regioni, dall’Agenzia delle Entrate e dall’ACI.

Infatti, ognuno di noi dovrebbe accedere agli archivi della propria Regione, al fine di conoscerne le direttive in materia, l’importo che la Regione stessa ha stabilito quale moltiplicatore del numero di kilowatt di potenza del nostro veicolo, nonché il coefficiente cui si riferisce la classe ambientale del veicolo, che dovrà essere applicato poi, al risultato della precedente moltiplicazione.

Meglio, perciò, utilizzare gli strumenti di calcolo, sopra accennati, che le Regioni mettono a disposizione dei contribuenti direttamente sui loro siti web, oppure accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate, nella cui sezione sono disponibili tre diverse funzioni di calcolo:
– calcolo del bollo in base alla targa (clicca qui)
– calcolo del bollo con la formula completa (clicca qui)
– calcolo del bollo con portata fittizia ai fini fiscali (clicca qui)
o ancora, accedendo alla funzione Calcolo del bollo auto, messo a disposizione dall’ACI.

Tutti questi strumenti on-line consentono di calcolare la tassa automobilistica ed eventuali sanzioni e interessi al momento in cui viene effettuata la richiesta, inserendo semplicemente alcuni dati identificativi del veicolo, facilmente reperibili dal libretto.

Dopo aver calcolato l’importo del bollo auto, occorre procedere con il pagamento.

Diversi sono i soggetti autorizzati a riscuotere il tributo, con diverse forme di pagamento, ma diverse sono anche le commissioni che ognuno di essi può applicare alla riscossione.

Pertanto, nella scelta è opportuno tener ben presente anche questo aspetto.

Nel dettaglio il bollo auto può essere pagato: presso gli uffici postali, con una commissione pari a € 1,50; presso i tabaccai convenzionati con Banca ITB, i tabaccai aderenti al polo Lottomatica, le agenzie di pratiche auto, le Delegazioni ACI e presso taluni Istituti bancari, che utilizzano il Polo Telematico ACI, anche in modalità ATM (sportello Bancomat) e/o Internet Banking con una commissione pari a € 1,87; per gli altri Istituti bancari, la commissione può variare da Istituto a Istituto; on line tramite PagoPA, con un costo aggiuntivo applicato dal PSP selezionato nel momento dell’operazione; attraverso il servizio Bollonet di ACI.

Quando si parla di imposta, bisogna fare attenzione soprattutto alle scadenze: in caso di ritardo, infatti, all’eventuale ravvedimento operoso sono applicate specifiche sanzioni, oltre agli interessi legali per ogni giorno di ritardo:
– entro i 15 giorni di ritardo viene applica una sanzione dello 0,1% sull’imposta;
– se il ritardo è compreso tra i 15 e i 30 giorni, si applica l’1,50% sull’imposta;
dal 31° al 90° giorno, si applica l’1,67% sull’imposta;
dal 91° al 365° giorno, la sanzione sale al 3,75% sull’imposta;
superato l’anno, la sanzione arriva al 30% sull’imposta evasa.

Ma non è tutto: se il bollo auto resta impagato per un intero anno, è diritto della Regione titolare del tributo di inviare al contribuente un avviso bonario, invitandolo al pagamento il prima possibile, per non incorrere in sanzioni.

Se poi, anche dopo questo avviso, il contribuente non regolarizza la sua posizione debitoria, il tributo viene iscritto a ruolo e la cartella di pagamento affidata a un agente di riscossione. In questo caso però l’importo da pagare, non viene solo maggiorato da una sanzione elevata e interessi di mora, ma decorsi i 60 giorni di tempo concessi per estinguere il proprio debito, possono essere attivate procedure cautelari ed esecutive (es: fermo amministrativo), per recuperare quanto dovuto dal contribuente.

In soccorso dei morosi, può però intervenire il dispositivo della prescrizione che, per il bollo auto, matura il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il versamento doveva essere effettuato.

Resta infine da dire che non tutte le auto sono assoggettate alla tassa automobilistica.
Non devono pagare il bollo, infatti, i proprietari dei veicoli ultratrentennali, così come gli stessi proprietari di determinate auto ecologiche, declinate nelle direttive regionali di riferimento.
Altresì, il tributo non è dovuto da: persone e/o familiari di persone non vedenti e sorde, proprietari di veicoli a benzina con cilindrata non superiore a 2000 cm3 e veicoli diesel con cilindrata non superiore a 2800 cm3; disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento; disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni; disabili con ridotte o impedite capacità motorie se il veicolo è adattato; ogni ed eventuale ulteriore categoria di disabili ricompresa sempre nelle direttive regionali di riferimento.

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