Notifica multe: da febbraio il postino diventa 2.0

In un vecchio film del 1946, il postino suonava sempre due volte. Ai nostri giorni il postino diventa 2.0: le multe stradali verranno recapitate tramite Posta Elettronica Certificata (c.d. Pec).

La novità era attesa da anni, ma, anche se è ancora presto per dire addio del tutto alle “buste verdi”, sarà comunque una mezza rivoluzione.

Infatti, in attuazione del Codice dell’Amministrazione Digitale, che risale al 2013, lo scorso 16 gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro dell’Interno, datato 18 dicembre 2017, che attua la parte del Codice relativa alla notifica delle multe stradali.

Il provvedimento si compone di soli sette articoli, che, nella loro sinteticità, delineano chiaramente:

  • l’ambito di applicazione, specificando che il decreto in questione si applica ai soli procedimenti di notificazione dei verbali di contestazione, redatti dagli organi di polizia stradale, di cui all’art. 12 del C.d.S., a seguito dell’accertamento di violazioni del Codice della Strada;
  • i soggetti destinatari delle notificazioni, raggruppati in due categorie: chi ha commesso la violazione e chi è proprietario del veicolo col quale è stata commessa la violazione;
  • l’oggetto della pec: “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada”;
  • il contenuto della notificazione, che deve esplicitare:
    • la denominazione e l’indirizzo dell’ufficio mittente;
    • il nome del “responsabile del procedimento di notificazione”;
    • l’indirizzo e il telefono dell’ufficio, presso il quale è possibile accedere al fascicolo relativo alla multa notificata;
    • l’elenco pubblico da cui l’indirizzo Pec è stato estratto;
    • la “copia per immagine” o “copia informatica” del verbale di contestazione firmato digitalmente;
    • ogni informazione utile perché il destinatario possa esercitare il diritto di difesa;
  • i termini per la notificazione, che, fermo restando quanto imposto dall’art. 201 del C.d.S., dispongono, con estrema chiarezza, che l’arrivo del verbale, sulla casella di Pec, rende la multa stradale un atto “notificato e conoscibile” al destinatario, il quale non potrà sollevare eccezione alcuna in merito alla mancata ricezione. Nel caso in cui il soggetto destinatario non disponga di un indirizzo pec o qualora l’iter procedurale di notifica, mediante pec, non sia possibile per qualsivoglia causa imputabile al solo destinatario, la notifica avverrà tramite posta.

Ma cosa cambierà concretamente per i trasgressori?

Quando questo percorso di notifica sarà reso concreto e operativo, nei casi più diffusi di violazioni accertate senza l’identificazione del trasgressore, gli accertatori, individuato il proprietario del veicolo, dovranno per prima cosa verificare, sugli elenchi pubblici delle Pec, se lo stesso risulti titolare di una casella di posta elettronica certificata.

In caso positivo, per la notifica dovranno utilizzare tale casella e ciò consentirà al trasgressore di risparmiare almeno una parte delle spese che si aggiungono alla sanzione da pagare, arrivando talvolta a cifre non trascurabili (20 euro e più).

Se non risulta alcuna Pec intestata all’interessato (come potrà accadere inizialmente nella maggior parte dei casi) o se la notifica telematica, teoricamente fattibile perché risulta un indirizzo Pec intestato all’interessato, non andrà, invece, a buon fine per qualsivoglia causa imputabile al solo destinatario, si tornerà a seguire l’attuale procedura cartacea con la notifica tramite posta, le cui spese saranno a carico del destinatario.

Quindi, chi ha una Pec valida dovrà prendere l’abitudine di consultarla ogni giorno, sia per evitare di pagare fuori termine eventuali contravvenzioni sia per poter fruire dello sconto del 30%, previsto solo per chi regolarizza la sua posizione entro cinque giorni dalla notifica.

Funzionerà questo nuovo sistema? 

È presto per dirlo. Di sicuro, per i vari organi di polizia, tradizionalmente sotto organico, sarà un aggravio di lavoro. Potrebbe, quindi, accadere che vengano attivate procedure cartacee a prescindere dalla verifica delle caselle Pec o che non vengano correttamente seguite le disposizioni dettagliatamente indicate nel decreto. Ciò potrebbe essere un vizio di notifica che annulla il verbale, se fatto valere con un normale ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace competenti.

 

Allegato: Decreto Ministro dell’Interno del 18 dicembre 2017

Leave a reply