La Giornata Regionale della Sicurezza e Fraternità stradale

La terza domenica di novembre, ogni anno in tutto il mondo, si celebra la Giornata Mondiale di commemorazione delle vittime della strada.

Regione Lombardia anche quest’anno non è mancata all’appuntamento, riproponendo la “Giornata Regionale della Sicurezza e Fraternità Stradale” con l’obiettivo di valorizzare le iniziative sul territorio lombardo per la lotta contro gli incidenti stradali.

L’evento, preceduto dalla benedizione dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine schierati sul piazzale antistante, si è tenuto sabato 11 novembre 2017 presso l’auditorium Gaber di Palazzo Pirelli a Milano.

A fare gli onori di casa l’Assessore Regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione, Simona Bordonali, che nel suo intervento ha fornito alcuni dati sull’incidentalità stradale in Lombardia: “Nel 2016 in Lombardia si sono verificati 32.785 incidenti che hanno portato a 45.435 feriti e 434 morti”, definendoli “Una vera e propria piaga sociale”. “Le istituzioni – ha poi detto Bordonali – hanno il compito e il dovere di sensibilizzare la popolazione sui rischi derivanti dall’incidentalità stradale e ovviamente di lavorare il più possibile per prevenire”, sottolineando come, in quest’ottica, Regione Lombardia non è certo rimasta a guardare e, solo negli ultimi 3 anni, ha stanziato 15 milioni di euro per la sicurezza stradale. “Sicuramente c’è ancora molto da fare – ha concluso l’Assessore – bisogna continuare a lavorare per una nuova e più approfondita cultura della sicurezza. Gli incidenti stradali sono un costo enorme per la nostra società, sia in termini di vite umane che di spesa sanitaria”.

Durante la giornata sono poi state consegnate riconoscenze e benemerenze a tutti quelli che, ogni giorno, lavorano per la sicurezza stradale sia come operatori che come volontari. Una sfilata di protagonisti di piccoli gesti di altruismo, che a volte valgono a salvare la vita di persone, da parte di agenti della polizia stradale e locale, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco ma anche storie di volontariato quotidiano, che hanno onorato l’operato delle varie Croci presenti sul territorio.

Non sono mancati momenti dedicati agli studenti delle scuole superiori, che hanno visto la guest star Ivan Capelli dialogare con i ragazzi su alcuni temi della sicurezza stradale.

Preoccupanti invece i dati illustrati da Barbara Riva, esperta in sicurezza stradale e comunicazione, emersi dall’indagine sulla “Conoscenza dei rischi da uso improprio in strada di cellulari, smartphone e loro applicazioni” commissionata da Regione Lombardia e realizzata da Eupolis su un campione di 2.653 studenti delle classi 4° e 5° degli Istituti Secondari Superiori dell’area della città metropolitana di Milano nello scorso mese di ottobre.

Di seguito una carrellata dei risultati più significativi:

TUTTI POSSIEDONO UNO SMARTPHONE – Il 65 per cento circa degli intervistati ha dichiarato di passare al cellulare dalle 2 alle 8 ore al giorno (il 34 per cento circa dalle 2 alla 4 ore, il 31 per cento circa dalla 4 alle 8 ore).

SMARTPHONE IN MANO AL 40% DI CHI GUIDA – Dichiara di usare lo smartphone mentre guida il 40 per cento di conducenti di auto, quasi il 50 per cento di chi va in bicicletta (anche se di questi però più del 30 per cento afferma di farlo raramente) e oltre il 10 per cento di chi guida il motorino.

L’USO DEL CELLULARE AL VOLANTE – Tra coloro che dichiarano di usare lo Smartphone il 43 per cento afferma di rispondere alle telefonate, il 17 per cento di fare telefonate, il 13 per cento di leggere messaggi, il 7 per cento di scrive e inviare messaggi, il 20 per cento di usarlo indistintamente per tutte le sue funzioni.

SMARTPHONE IN MANO ANCHE MENTRE SI ATTRAVERSA – Allarmante anche il risultato di chi ammette di usarlo mentre attraversa una strada: si tratta di oltre il 60 per cento dei ragazzi intervistati (anche se oltre il 40 per cento ammette di farlo raramente). Il 58 per cento circa dei giovani intervistati ritiene però che sia pericoloso parlare al cellulare anche quando si attraversa a piedi una strada e, di questi, circa il 66 per cento ritiene che l’azione sia ugualmente pericolosa di quando la si compie alla guida di un’auto.

LA PERCEZIONE DEL PERICOLO – Oltre il 95 per cento circa ritiene pericoloso parlare al cellulare mentre guida un ‘motorino’ e di questi circa il 90 per cento lo ritiene ugualmente pericoloso che farlo mentre si guida un’auto. Appare buona la percezione del rischio anche rispetto all’utilizzo delle apparecchiature in questione durante la guida di biciclette (oltre il 70 per cento ritiene pericoloso parlare al cellulare mentre si guida una bicicletta e di questi quasi il 75 per cento lo ritiene ugualmente pericoloso che farlo mentre si guida).

I MESSAGGI – Stessa linea anche rispetto all’invio e lettura dei messaggi alla guida dei diversi veicoli: l’84 per cento circa ritiene sia pericoloso farlo in senso assoluto, il 14 per cento circa crede lo sia, anche se non quanto si dice, e solo il 2 per cento circa ritiene non sia pericoloso farlo.

I SELFIE E I SOCIAL – Testata anche l’opinione dei ragazzi rispetto a due assurde e pericolosissime azioni di cui purtroppo si sente parlare da qualche tempo: ovvero farsi i selfie e postare sui social network mentre si guida un veicolo (non solo un’auto) o mentre si va a piedi. Per fortuna, almeno nel caso della conduzione di auto e motorini, la percezione del pericolo appare loro chiara: oltre il 72 per cento risponde, infatti, che farlo è molto pericoloso ed oltre il 21 per cento che è da incoscienti, solo il 7 per cento dice che è di moda. La percezione del pericolo si attenua, però, quando gli si chiede se è pericoloso farlo anche mentre si guida una bici (la percentuale di chi lo ritiene un comportamento alla moda sale infatti al 15 per cento) o mentre si va a piedi (60 per cento circa risponde che è di moda).

LE AZIONI UTILI – Relativamente alle azioni utili per la prevenzione della sicurezza stradale, vi sono due gruppi di risposte. Dal primo scaturisce l’importanza che i giovani attribuiscono in generale alle attività informative e formative per la promozione della sicurezza stradale. Circa il 68 per cento le ritiene infatti “abbastanza e molto utili”. In particolare, il 75 per cento circa ritiene “abbastanza e molto utili” le attività di educazione stradale a scuola, con l’indicazione di puntare anche su iniziative con testimonial/personaggi noti (circa il 60 per cento ritiene questi tipi di interventi abbastanza e molto utili) e con ragazzi vittime di incidenti stradali (oltre l’83 per cento ritiene questi tipi di intervento abbastanza e molto utili). Il 58 per cento circa considera utili anche le campagne di sensibilizzazione, purché non siano “sdrammatizzanti” (9 per cento). Dal secondo gruppo, emerge addirittura una particolare importanza da loro attribuita a controlli, sanzioni, decurtazioni dei punti.

Oltre l’80 per cento dei ragazzi pensa che siano abbastanza e molto utili per la prevenzione alla sicurezza stradale i controlli e le sanzioni e oltre il 75 per cento dei ragazzi, che lo sia altrettanto la decurtazione dei punti.

Va sottolineato però che, come deterrente all’uso dello smartphone durante la guida, i ragazzi ritengono sia più impattante la paura di fare incidenti (83,7 per cento) rispetto a quella di incorrere in sanzioni (9.5 per cento).

Leave a reply