Legge di stabilità: novità per i veicoli storici e sulle assicurazioni

La legge di stabilità, recentemente varata dal Consiglio dei Ministri ma non ancora approvata in Parlamento, contiene importanti novità per le assicurazioni e per lo status di auto e moto storiche.

Nel dettaglio, la previsione normativa prevede l’utilizzo dei dispositivi elettronici di controllo delle altre infrazioni, come telecamere ZTL o Targa System, per rilevare la presenza o meno di una regolare copertura assicurativa per la propria auto o moto.

Il controllo dell’assicurazione da parte di questi sistemi di controllo sarà automatico, cioè senza che essi rilevino infrazioni; basterà quindi passare sotto una telecamera della zona ZTL o un Autovelox per far sì che i sistemi di controllo interroghino in automatico il database aggiornato del Ministero dei Trasporti.

La norma è contenuta nell’articolo 44, comma 27, del Decreto di Stabilità e stabilisce inoltre che “per l’accertamento della violazione dell’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità verso terzi non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati o approvati per il funzionamento in modo completamente automatico”. In questo caso, quindi, la prova sarà la documentazione fotografica prodotta.

La norma modifica inoltre la modalità di comunicazione della scadenza della copertura assicurativa: il Ministero dei Trasporti non invierà alcuna comunicazione in merito ai proprietari di auto non coperte da regolare assicurazione, ma si limiterà a inserire sul portale dell’automobilista lo status dell’auto, sia essa assicurata o no.

La legge di stabilità prevede anche una stretta sulle auto e moto storiche: saranno riconosciute di interesse storico solamente quelle con un’anzianità superiore ai 30 anni; prima della riforma, che va ad abrogare i commi 2 e 3  dell’articolo 63 della Legge 342/2000, il limite minimo stabilito era 20 anni.

Per capire meglio l’importanza della riforma è giusto citare due numeri: in Italia ci sono oltre 4 milioni tra auto e moto storiche che fino ad oggi pagavano esclusivamente una tassa di circolazione di 25 euro, solamente  nel caso circolassero effettivamente; dopo la riforma questi veicoli dovranno pagare una tassa di possesso maggiore e probabilmente aumenterà anche la loro assicurazione.

La norma, in tema di auto storiche, fa seguito a quanto già affrontato in precedenza da ACI, che aveva emanato un apposito elenco dove specificava quali auto fossero davvero di interesse storico e quali no.

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